Tavignano

La Storia

La Tenuta di Tavignano, fu acquistata nel 1975 da Stefano Aymerich di Laconi, dalle origini sarde e spagnole, e dalla moglie Beatrice Lucangeli, discendente di una famiglia marchigiana con alle spalle un’antica tradizione nella produzione di vino.
Tavignano è un possedimento di 230 ettari in un corpo unico che domina la campagna di Cingoli, da sempre conosciuta come il Balcone delle Marche.
La tenuta fu ristrutturata con un attento restauro conservativo, nel rispetto dell’autenticità del luogo e, nei primi anni, concentrò l’attività aziendale sulla coltivazione di cereali, ortaggi e foraggere.

Negli anni ‘90 la decisione di valorizzare il patrimonio vitivinicolo presente e diventare produttori di varietà autoctone, in controtendenza con la moda dell’epoca che privilegiava quelle internazionali, certi delle grandi potenzialità del vitigno principe di queste terre: il Verdicchio.
Sotto la guida di professionisti del settore come Giancarlo Soverchia, a cui si deve la decisione di espiantare i vigneti esistenti e la visione di adottare il cordone speronato con il Verdicchio per puntare alla massima espressione del vitigno, le scelte aderirono alla personalità dei proprietari volta alla valorizzazione della qualità e della territorialità.
Del 2004 la scelta di avvalersi, con grande soddisfazione,  della consulenza dell’enologo Pierluigi Lorenzetti e già nel 2006 è arrivato il primo importante riconoscimento: i tre Bicchieri del Gambero Rosso per il Misco Riserva. Da allora i premi si sono succeduti con costanza. Nel 2017 il Gambero Rosso ha conferito al Misco 2015 il premio “Bianco dell'Anno” nominandolo di fatto il migliore vino bianco d’Italia.