Tenuta di Tavignano nelle parole di Paul Op ten Berg: i nostri Verdicchio raccontati da un grande sommelier olandese
Ci sono recensioni che fanno piacere, e altre che ci riempiono di orgoglio. Quella che Paul Op ten Berg ha dedicato ai nostri Verdicchio, pubblicata sul suo sito otb-wine.nl nella sezione delle degustazioni 2026, appartiene alla seconda categoria. Vogliamo condividerla con voi.
Chi è Paul Op ten Berg
Paul è una figura di riferimento del mondo del vino olandese, con una carriera che attraversa tutta la ristorazione di alto livello. Dopo la scuola alberghiera dell’Aia, ha lavorato come cuoco all’Auberge de Noves, in Provenza, ristorante tristellato Michelin. Nei giorni liberi girava in motorino le cantine del Rodano meridionale, tornando con le borse piene di bottiglie. Per lui un sommelier deve avere “un piede in cucina”, e si vede nel modo in cui scrive.
Ha poi lavorato a Colonia, in Olanda come direttore di sala e, dagli anni Ottanta, come sommelier e responsabile acquisti vini nei ristoranti Seinpost e Vreugd & Rust. Con quest’ultimo ha ottenuto per cinque anni consecutivi (1991–1995) il Grand Award di Wine Spectator. Nel 1986 è stato tra i fondatori del Nederlands Gilde van Sommeliers (NGS) e ne è stato il primo presidente. Nel 1990 è stato proclamato miglior sommelier dei Paesi Bassi con il Trophée Ruinart. Ha fatto parte di giurie di concorsi internazionali in Europa, Stati Uniti, Brasile, Libano e Georgia, tra cui il Concours Mondial de Bruxelles.
Dal 2003 al 2020 ha raccontato degustazioni e viaggi per il sito del NGS. Da luglio 2020 pubblica i suoi articoli sul proprio sito, otb-wine.nl. Nel 2007 ha ricevuto lo Steinfederpreis della Vinea Wachau per la promozione internazionale dei vini austriaci.
Un articolo dedicato al Verdicchio dei Castelli di Jesi
L’articolo, in olandese, si intitola semplicemente “Verdicchio dei Castelli di Jesi”. Paul apre con una panoramica della denominazione: la vocazione del vitigno per i terreni argillo-calcarei, la lenta maturazione che conserva l’acidità anche nelle annate calde, i caratteri riconoscibili dei vini, con note verdi e quasi salmastre, acidità vivace, mineralità e finale di mandorla. Sottolinea anche la capacità di evolvere in bottiglia e il rapporto qualità-prezzo.
Poi passa a Tavignano. Racconta la nostra storia, dalla fondazione nel 1973 da parte di Beatrice Lucangeli e Stefano Aymerich di Laconi fino a Ondine de la Feld , alla guida dal 2021. Descrive i vigneti di Cingoli, a circa 30 km dal mare, con esposizione, escursioni termiche e venti da nord, la conduzione biologica certificata dal 2018, la raccolta manuale in più passaggi e l’uso del solo acciaio.
I tre vini nel bicchiere di Paul
Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore “Villa Torre” 2025. Paul vi trova il mare, la mela matura e la pesca, un tocco di pepe bianco. In bocca lo descrive succoso, con note di torrone alle mandorle e un’acidità che dà vivacità e fa venire sete. Lo definisce giocoso e già molto bello oggi.
Verdicchio dei Castelli di Jesi DOC Classico Superiore “Misco” 2024. Più ricco e complesso, con sentori di caramello biondo, mandorle fresche e ancora la brezza marina. Il sorso è pieno, cremoso, con ottimo equilibrio, e il finale lungo ed emozionante. Il giudizio di Paul è che sia già molto completo, ma che possa e debba ancora affinarsi per qualche anno.
Verdicchio dei Castelli di Jesi DOCG Classico Riserva “Misco” 2020. Per Paul è il superlativo dei due precedenti. Parla di mare, sottobosco umido, macis e curry, e in bocca di zucchero di canna caramellato (precisa: non dolce), pesca, albicocca e amarognolo di pompelmo. Il finale è lunghissimo e complesso, con pepe bianco e cremosità. Con l’affinamento, annota, tutto si è fuso, acidità compresa, e il vino si abbina a moltissimi piatti.
Cosa ci portiamo a casa
Ringraziamo Paul per l’attenzione e la competenza. Le sue note confermano ciò in cui crediamo: il Verdicchio ripaga la pazienza, e il tempo in bottiglia è parte del vino. Il Villa Torre è un vino da bere con piacere subito, mentre Misco e la Riserva mostrano quanto può dare il nostro terroir a chi sa aspettare.
Potete leggere l’articolo completo, in olandese, sul sito di Paul: otb-wine.nl – Verdicchio dei Castelli di Jesi
