BACCA BIANCA Forse non sapevate che l’assoluto principe dei vitigni a bacca bianca nelle Marche è proprio il Verdicchio, anche chiamato “L’oro delle Marche”. Esso era già citato nel De Re Rustica dell’agronomo latino Lucio Giunio Moderato Columella, che lo annoverava come una tra le più note varietà italiche di vite.

BACCA ROSSA Forse non sapevate che nella famiglia reale dei bacca rossa è annoverato, nelle Marche, il Rosso Piceno. Questo vino, dall’antica e nobile tradizione, fece la sua prima comparsa durante il I secolo a.C., quando i Piceni (da cui il vino prende il nome), una tribù italica probabilmente proveniente dall’attuale Umbria, si stabilì nelle basse Marche. Fu lo storico Polibio a citare per la prima volta il “vino dei Piceni”, lontano antenato del Rosso Piceno e molto apprezzato dalle truppe di Annibale. La storia narra che queste, in marcia verso Roma, stanche e malandate, avrebbero approfittato di una sosta in terra Picena per ritemprarsi con abbondanti libagioni e massaggi a base di vino rosso invecchiato.

La grande innovazione affonda le sue radici nella storia e ogni grande storia ha bisogno di una dimora dove vivere.
La nostra bella e ventilata Tenuta gode di 230 ettari di terreno, dei quali 30 sono riservati al vigneto, suddiviso al suo interno in base alle varietà:

17

Ettari di verdicchio

1

Ettaro di passerina

4.5

Ettari di montepulciano

3

Ettari di sangiovese

2.5

Ettari di lacrima

1

Ettaro di cabernet sauvignon

1

Ettaro di merlot

Divisi in due blocchi, troviamo sul versante aziendale che guarda verso l’Appenino, i vitigni a bacca bianca, mentre sul versante che guarda il mare i vitigni a bacca rossa.

I vigneti sono la linfa vitale della Tenuta e per facilitarne la longevità abbiamo innestato sesti d’impianto non eccessivamente fitti.

Tra il blocco dei bacca bianca, è annoverato il Verdicchio, che si estende lungo la costa di terreno orientata da Sud verso Est. Nel tratto di terra che si affaccia sul fiume Musone, sorge la zona del Misco, che prende il suo nome proprio dall’antico nome latino del fiume, “Miscus” e dà vita alle selezioni migliori di Verdicchio, esprimendone al meglio i complessi caratteri del vitigno e il suo potenziale di longevità.

Il blocco di bacca rossa si distingue, oltre che per il suo colore, anche per una maggiore presenza di scheletro nel terreno, caratteristica peculiare fortemente legata al fatto che in passato, dove ora sorgono vigneti, giaceva una cava di pietra.